La tecnica di pittura a macchie di Helen Frankenthaler

Helen Frankenthaler (12 dicembre 1928 – 27 dicembre 2011) è stata una delle più grandi artiste americane. Fu anche una delle poche donne in grado di avviare una carriera artistica di successo nonostante il predominio degli uomini nel campo dell’epoca, emergendo come una delle principali pittori durante il periodo dell’Espressionismo astratto. Era considerata parte della seconda ondata di quel movimento, sulla scia di artisti come Jackson Pollock e Willem de Kooning. Si è laureata al Bennington College, era ben istruita e ben supportata nei suoi sforzi artistici ed era impavida nello sperimentare nuove tecniche e approcci alla creazione artistica. Influenzata da Jackson Pollock e altri espressionisti astratti dopo essersi trasferita a New York, ha sviluppato un metodo unico di pittura, la tecnica della macchia a bagno, al fine di creare i suoi dipinti con campi di colore, che hanno avuto una grande influenza su altri pittori di campi di colore come Morris Louis e Kenneth Noland. 

Una delle sue tante citazioni importanti era: “Non ci sono regole. È così che nasce l’arte, come avvengono le scoperte. Andare contro le regole o ignorare le regole. Questo è l’invenzione”. 

Montagne e mare: la nascita della tecnica Soak-Stain

“Montagne e mare” (1952) è un’opera monumentale, sia per dimensioni che per influenza storica. È stato il primo grande dipinto di Frankenthaler, realizzato all’età di ventitré anni, ispirato al paesaggio della Nuova Scozia dopo un recente viaggio lì. A circa 7×10 piedi è simile per dimensioni e scala ai dipinti realizzati da altri espressionisti astratti, ma è una svolta importante in termini di utilizzo della pittura e della superficie. 

Invece di usare la pittura spessa e opaca in modo che si appoggi sulla superficie della tela, Frankenthaler ha diluito la sua pittura ad olio con trementina fino alla consistenza dell’acquerello. L’ha poi dipinta su una tela non innescata, che ha posato sul pavimento invece di appoggiarla verticalmente su un cavalletto o contro un muro, lasciandola penetrare nella tela. La tela non primerizzata ha assorbito la vernice, con l’olio che si spandeva, creando a volte un effetto simile a un alone. Quindi versando, gocciolando, spugnando, usando rulli di vernice e talvolta pennelli per la casa, ha manipolato la vernice. A volte sollevava la tela e la inclinava in vari modi, permettendo alla pittura di formarsi pozzanghere e ristagnare, assorbire la superficie e spostarsi sulla superficie in un modo che combinava controllo e spontaneità. 

Attraverso la sua tecnica di impregnazione, la tela e la pittura sono diventate una cosa sola, enfatizzando la piattezza del dipinto anche se trasmette un grande spazio. Attraverso l’assottigliamento della pittura, “si sciolse nella trama della tela e divenne la tela. E la tela divenne il dipinto. Questo era nuovo”. Le aree non dipinte della tela sono diventate forme importanti a sé stanti e parte integrante della composizione del dipinto. 

Negli anni successivi Frankenthaler usò colori acrilici, ai quali passò nel 1962. Come mostrato nel suo dipinto, “Canal” (1963), i colori acrilici le diedero un maggiore controllo sul mezzo, consentendole di creare bordi più nitidi e definiti, insieme a maggiore saturazione del colore e aree di maggiore opacità. L’uso di colori acrilici ha anche evitato i problemi di archiviazione che i suoi dipinti ad olio avevano causato dal degrado dell’olio sulla tela non primerizzata.

Il soggetto del lavoro di Frankenthaler

Il paesaggio è sempre stato una fonte di ispirazione per Frankenthaler, sia reale che immaginaria, ma era anche “alla ricerca di un modo diverso per ottenere una qualità più luminosa nella sua pittura”. Mentre emulava il gesto e la tecnica di lavoro sul pavimento di Jackson Pollock, ha sviluppato il suo stile e un’attenzione particolare alle forme, al colore e alla luminosità della pittura, risultando in vividi campi di colore. 

“The Bay” è un altro esempio di uno dei suoi dipinti monumentali, sempre basato sul suo amore per il paesaggio, che trasmette un senso di luminosità e spontaneità, enfatizzando anche gli elementi formali di colore e forma. In questo dipinto, come in altri suoi, i colori non riguardano tanto ciò che rappresentano quanto un sentimento e una risposta. Durante la sua carriera, Frankenthaler è stata estremamente interessata al colore come soggetto: l’interazione dei colori tra loro e la loro luminosità.

Una volta che Frankenthaler ha scoperto il metodo di pittura a macchia d’olio, la spontaneità è diventata molto importante per lei, affermando che “un quadro davvero bello sembra come se fosse accaduto tutto in una volta”.

Una delle critiche principali al lavoro di Frankenthaler è stata la sua bellezza, alla quale Frankenthaler ha risposto: “Le persone sono molto minacciate dalla parola bellezza, ma i Rembrandt ei Goya più oscuri, la musica più cupa di Beethoven, le poesie più tragiche di Elliott sono tutte piene di luce e bellezza. La grande arte in movimento che dice la verità è bella arte. ” 

I bellissimi dipinti astratti di Frankenthaler potrebbero non sembrare i paesaggi a cui si riferiscono i loro titoli, ma il loro colore, grandezza e bellezza trasportano comunque lo spettatore lì e hanno avuto un forte impatto sul futuro dell’arte astratta.

Prova tu stesso la tecnica Soak-Stain

Se vuoi provare la tecnica ammollo-macchia, guarda questi video per suggerimenti utili: 

  • Lavaggio acrilico e pittura a macchie su tela grezza: l’uso del rilascio del flusso acrilico dorato aiuterà a prevenire la formazione di perline sulla superficie della tela.
  • Pittura delle macchie con colori ad alto flusso e rilascio di flusso acrilico: una dimostrazione che utilizza colori acrilici ad alto flusso su tela grezza saturata con rilascio di flusso acrilico dorato. 
  • Color Field Sketchbook – Lesson Plan: Una lezione su come realizzare un sketchbook utilizzando il metodo di colorazione utilizzato da Helen Frankenthaler; buono per un regalo o per l’uso in classe.

fonti

  • Artidote, F is for Frankenthaler, August 4, 2013, https://artidote.wordpress.com/tag/soak-stain-technique/, access 12/14/16.
  • Stamberg, Susan. ‘Color Field’ Artists Found a Different Way, NPR, 4 marzo 2008, http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=87871332, visitato il 12/13/16.
  • Khalid, Farisa, Frankenthaler, The Bay, Khan Academy, https://www.khanacademy.org/humanities/art-1010/abstract-exp-nyschool/ny-school/a/frankenthaler-the-bay, accesso 12/14 / 16.
  • Helen Frankenthaler Tribute Film, Connecticut Women’s Hall of Fame, 7 gennaio 2014, https://www.youtube.com/watch?v=jPddPgcqMgg, accesso 12/14/16.
  • Bene, Ruth. Helen Fankenthaler: Prints, National Gallery of Art, Washington, Harry N. Abrams, Inc., Publishers, New York, 1993. 
  • Khalid, Farisa, Frankenthaler, The Bay, Khan Academy, https://www.khanacademy.org/humanities/art-1010/abstract-exp-nyschool/ny-school/a/frankenthaler-the-bay, accesso 12/14 / 16.
  • Stamberg, Susan, ‘Color Field’ Artists Found a Different Way, NPR http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=87871332, visitato il 12/14/16.